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Farsi Silenzio

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    PROGETTO E INTERPRETAZIONE MARCO CACCIOLA

    DRAMMATURGIA TINDARO GRANATA

    SUONO MARCO MANTOVANI

    PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE

    CON IL SOSTEGNO DI ARMUNIA CENTRO DI RESIDENZA ARTISTICA CASTIGLIONCELLO - FESTIVAL INEQUILIBRIO
    PARTNER TECNICO SILENTSYSTEM

     

 

Farsi Silenzio, per fare spazio e prendersi tempo.
Il progetto nasce da un pellegrinaggio artistico, alla ricerca del sacro in ogni dove.
Uscire dai propri luoghi e predisporsi ad accogliere l'inaspettato è un gesto semplice e potente, così come ogni volta che si inizia un viaggio nell'ascolto dell'altro da sé. Lo spettacolo sarà un viaggio alla riscoperta della lentezza, del silenzio attraverso la quotidianità della vita.
Gli spettatori verranno dotati di cuffie, in modo da cercare e attivare nuove relazioni tra lo spazio esterno/pubblico e quello interno/privato.
In un'epoca in cui l'immagine è così prepotente, il tentativo è lasciare che il suono suggerisca le parole, per scrostarle e riportare alla luce il loro vero significato: c'è bisogno di silenzio.

Note a piè

Questo non è teatro che rappresenta la realtà, ma siete voi che l'interpretate.
In questi tempi con più̀ premi teatrali che spettatori, mi accontento di uno spettatore per ogni minuto.
Questa è una scommessa contro. Contro di voi e contro di noi. Ma soprattutto contro le definizioni e le differenze. Impossibile quindi.
Quello che dico, non è detto che lo pensi.
Nulla si inventa mai, si può̀ solo rubare con più̀ o meno eleganza.
Dal momento in cui si pretende di dire qualcosa, si sancisce il proprio fallimento.
La prima affermazione è il primo errore.
Questo non vuole essere uno spettacolo in più̀, ma uno spettacolo in meno.
Ciò̀ che voglio è solo andarmene. E questo lavoro è fatto a forma di porta. E queste parole, rubate, sono il mio sbatterla. O lasciarla aperta.
Grazie di esserci. Marco Cacciola

 

ESTRATTI DALLA RASSEGNA STAMPA

Al termine del racconto si esce più leggeri, con la sensazione piacevole di non essere soli nei tormenti dell’esistenza, di avere molti compagni di viaggio non del tutto inconsapevoli. Si esce leggeri anche perché non vengono date risposte, ma vengono messe a fuoco le domande che spesso avvertiamo solo in un angolo in penombra della coscienza. Del resto, diceva un maestro zen, le risposte sono già tutte davanti a noi, solo non sappiamo formulare le domande giuste.

C F. Conti, La Stampa

 

Potente, vigoroso ma anche commovente, Cicerone e Caronte. Ci vogliono tante parole per poter descrivere il silenzio, quell'attesa, quel sospeso inespresso dove dentro c'è già tutto, quell'ammasso solido che si liquefà ogni volta che apriamo bocca. “Chi sa tacere è vicino a Dio” (Catone). Marco Cacciola è un fiume in piena, di parole ovviamente; ci porta, ci guida, ci conduce in questo suo mondo che alterna l'ovattatura morbida al torrente che fluisce dai pensieri senza argini né diga. E' un viaggio il suo, un personale pellegrinaggio, un viaggio di zaino e borraccia, taccuino e suole consumate per scoprire, grazie ai luoghi e agli incontri, una parte di sé, una rinascita, un nuovo ascolto, un rifiorire.

T. Chimenti, Recensito.net

Accogliere l’inaspettato, l’altro da sé. Il teatro è anche questo e quando lo fa riesce a mettere in comunicazione vera e profonda, come succede con Farsi silenzio.

M. Alberione, Duels

Spettacolo di rara intensità in cui gli spettatori sono sollecitati ad un viaggio iniziatico sul tema del sacro. Invitati a mettersi delle cuffie, parteciperanno emotivamente a un vero e proprio viaggio, realmente accaduto, in cui la narrazione dei vari incontri, disseminati sul cammino, si confonde con i suoni e le voci che arrivano loro dai luoghi, realmente attraversati dal protagonista, da Torino a Roma. Tolte le cuffie, gli spettatori escono dal teatro, in silenzio, a vedere da vicino, senza intromissione alcuna ” La straziante bellezza del creato”. E' forse lì davanti all'inaspettato che capiranno cosa sia il sacro?

M. Bianchi, Eolo

Marco Cacciola

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