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STORIA DI UN NO

  • DI E CON ANNALISA ARIONE E DARIO DE FALCO
    MUSICHE DI ENRICO MESSINA
    IN COLLABORAZIONE CON ANNALISA CIMA - MOVIMENTO SCENICO
    PRODUZIONE ARIONE DE FALCO

     

"Storia di un No” racconta di Martina che ha: quattordici anni, una pianta carnivora di nome Yvonne e delle cuffiette bianche.

Martina non ha vestiti firmati, non ha il motorino e non ha la mamma.

"Storia di un No" racconta anche del papà di Martina: un papà attento che lavora da casa, ama Jane Austen e cucina lasagne ogni volta che c'è qualcosa di importante da festeggiare.

“Storia di un No" racconta di Alessandro, che ha una felpa di marca, un ciuffo a cui dedica venti minuti ogni mattina e che di Martina s'innamora praticamente subito. Almeno così dice lui.

“Storia di un No" è la storia di un incontro, di un primo bacio che non è come era stato sognato ma che è bello lo stesso, di famiglie che non sono come le vorremmo, della necessità di considerare l'altra metà della coppia come essere funzionale a noi e ai nostri bisogni, dell'amore confuso con il possesso.

E' la storia di Martina che sceglie di pensarsi intera e quindi dice basta, creando con la sua consapevolezza una reazione a catena in grado di cambiare le cose.

Può un'adolescente cambiare il mondo?

Ecco. “Storia di un No" parla di questo.

E anche di Orsetta, di Eugenio, di Favetti, di Annalisa e di Dario.

 

Eolo Award 2022 al MIGLIOR SPETTACOLO PER ADOLESCENTI
Per essere stato capace in modo efficace ed evocativo, senza scenografie di sorta, affidandosi solo alla forte capacità del gioco teatrale del racconto e dei gesti dei due interpreti, Annalisa Arione e Dario de Falco, di rendere visibile l’affacciarsi all’amore con tutti i suoi incanti e i suoi rischi della quattordicenne Martina. Gli adolescenti a cui è dedicato lo spettacolo, attraverso tutti i personaggi e i mutevoli sentimenti di cui è attraversato che ci paiono sempre presenti e nitidissimi nella loro consistenza emozionale, riusciranno a comprendere che l’amore non deve essere mai confuso con il possesso, anzi è proprio il contrario: se proprio vogliamo bene al nostro amato, dobbiamo noi adattarci a lui e alle sue esigenze, scambievolmente.

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