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da Martedì, 12 Dicembre 2017 a Mercoledì, 13 Dicembre 2017

I PROMESSI SPOSI

  • DA ALESSANDRO MANZONI

    ADATTAMENTO E REGIA MICHELE SINISI

    SCRITTURA SCENICA MICHELE SINISI E FRANCESCO MARIA ASSELTA

    CON DILETTA ACQUAVIVA, STEFANO BRASCHI, GIANNI D'ADDARIO, GIULIA EUGENI, FRANCESCA GABUCCI, CIRO MASELLA, STEFANIA MEDRI, GIUDITTA MINGUCCI, DONATO PATERNOSTER, BRUNO RICCI

     PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE  

ll più grande romanzo del 900 (non dell’800 ci dice Camilleri), conosciuto sui banchi di scuola, ripreso in mano da adulti rivela la sua straordinaria eccentricità rispetto ad ogni commento, svelando un contenuto coinvolgente, ironico, a volte spietato. Conosciuto a scuola, quindi nel confronto con il testo originale e assimilato in una dinamica pedagogica di scambio con l’insegnante. Oggi grazie alla rete, qualsiasi analisi è già pronta; schemi, sguardi, collocazioni storiche, pensieri filosofici e politici di cui I Promessi Sposi sono permeati, tutto sul web è già riportato, pronto e finito. La possibilità offerta dal teatro di trasfigurare ogni contenuto in corpo può riconnetterci con l’indagine manzoniana sulle costanti umane, sul senso della Storia e sul rapporto del singolo con gli eventi che lo travalicano, consentendoci di riappropriarci della sua forza narrativa complessa e moderna, capace di rispecchiare un’umanità talmente pregnante di vita da generare estreme semplificazioni o stereotipi (Don Abbondio, Perpetua, Azzeccagarbugli sono entrati nel linguaggio comune), grazie anche ad una indagine psicologica così accurata da bypassare la nozione di personaggio positivo e negativo.

Per Michele Sinisi l’opera manzoniana è occasione per rintracciare le costanti di una Storia che è relazione tra umani, aggiungendo alla visione che Manzoni aveva del proprio tempo la consapevolezza di noi contemporanei, raggiunta attraverso il tempo. La Provvidenza, altro protagonista del capolavoro, ci rivela oggi una nuova religione generata da un’antica necessità, che è quella di vivere assieme ciascuno nella propria diversità, emancipandoci dalle nostre paure. Sarà un affresco realizzato con una nuova prospettiva, a dimostrazione che è classico ciò che è inesauribile, non cristallizzabile, mai completamente rischiarabile.

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