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da Venerdì, 29 Novembre 2019 a Domenica, 16 Febbraio 2020

PLATONOV Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove

  • DA ANTON CECHOV

    UNO SPETTACOLO DI IL MULINO DI AMLETO

    REGIA MARCO LORENZI

    RISCRITTURA MARCO LORENZI, LORENZO DE IACOVO

    PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE, TPE - TEATRO PIEMONTE EUROPA, FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI - TORINO CREAZIONE CONTEMPORANEA

    CON IL SOSTEGNO DI LA CORTE OSPITALE- PROGETTO RESIDENZIALE 2018

    IN COLLABORAZIONE CON VIARTISTI PER LA RESIDENZA AL PARCO CULTURALE LE SERRE

    CON MICHELE SINISI

    E CON STEFANO BRASCHI ROBERTA CALIA, YURI D’AGOSTINO, BARBARA MAZZI, STEFANIA MEDRI, RAFFAELE MUSELLA, GIORGIO TEDESCO, ANGELO MARIA TRONCA

     

TOUR 2019/2020

29 novembre - 1 dicembre|Teatro Sannazaro, Napoli (Na)
6 dicembre| Teatro Verdi, Padova (Pd)
12-13 dicembre|Teatro Cantiere Florida, Firenze (Fi)
14 dicembre|Teatro Comunale Casalmaggiore (Cr)
8 gennaio| Teatro Odeon, Lumezzane (Bs)
9 gennaio| Teatro delle Ali, Breno (Bs)
11 gennaio| Teatro La Vittoria, Ostra (An)
12 gennaio| Teatro Catalyst, Barberino (Fi)
14-19 gennaio| teatro Fontana, Milano (Mi)
21 gennaio|Teatro Quartieri, Bagnone (Ms)
22 gennaio| Teatro Dante, Sansepolcro (Ar)
23 gennaio| Teatro Puccini, Altopascio (Lu)
25 gennaio| Teatro Poliziano, Montepulciano (Si)
5-9 febbraio| Teatro Massimo, Cagliari (Ca)
12 febbraio| Teatro Toselli, Cuneo (Cn)
14-16 febbraio| Teatro Comunale Ferrara (Fe)

 



 

Lo spettacolo è una finestra aperta su un Cechov quasi sconosciuto, su un testo giovanile ritrovato casualmente. Durante i tumulti della rivoluzione russa del 1917, infatti, Maria Cechov, sorella di Anton, nascose molti manoscritti e appunti del fratello in una cassetta di sicurezza a Mosca. Nel 1921 alcuni studenti sovietici riuscirono ad aprirla e scoprirono un’opera teatrale. Cechov aveva ventun anni quando la scrisse. Il testo che trovarono era incompleto, aveva moltissimi personaggi, moltissimi argomenti e tematiche, moltissima azione...Platonov, così in genere viene chiamato questo primo dramma di Cechov, è il fallimento dell’utopia del suo giovane autore che vuole raccontare la vita cogliendone appieno i più̀ profondi meccanismi. Il suo sforzo s’infrange contro la vita stessa e l’impossibilità di coglierla nella sua interezza in un dramma teatrale. L’azione si svolge nella tenuta caduta in disgrazia di Anna Petrovna. In una calda estate trascorrono le vuote serate tra fiumi di vodka una serie di personaggi tra cui il maestro elementare Platonov, conteso tra la moglie Sasha, la stessa padrona di casa e la giovane Sofja. Della combriccola fanno anche parte Sergej Pavlovic Vojnjcev – figliastro di Anna e artista teatrale – il ricco Porfirij, il figlio Kirill, giovane medico scriteriato e, infine, Sasha, moglie tradita di Platonov. Una festa sopra la tragedia, per personaggi insolitamente comici malgrado l’insostenibile solitudine e l'inconsistenza della loro ricerca di amore. Questo testo è generalmente considerato come “non rappresentabile”, o “impossibile da mettere in scena”. Ciò̀ che resta è un gigantesco affresco composto da brandelli di scene, dialoghi, personaggi che cercano un senso a quello che senso non può̀ avere. Che cercano una forma a quello che forma non può̀ avere. Che cercano un fine per quello che fine non ha. Un grande e meraviglioso affresco incompiuto...a cominciare dal titolo: Bezotcovščina significa infatti Orfano di padre. Come un’opera Senza Titolo. Questo è Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove: un’opera non finita per esseri umani non finiti, incompleti, incerti, resi fragili dal loro “voler essere” che si scontra inevitabilmente con ciò̀ che sono nella realtà̀. Come noi.

 

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