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da Martedì, 06 Novembre 2018 a Giovedì, 11 Aprile 2019

PLATONOV Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove

  • TOUR 2018/2019

    6-18 novembre - Teatro Fontana, Milano

    21 novembre - Teatro Reno, Vimercate

    23 novembre - Teatro Municipale, Moncalvo

    26-31 marzo - Teatro Stabile di Trieste, Trieste

    2-7 aprile - Teatro Astra, Torino

    11 aprile - Teatro Testori, Forlì

 

PLATONOV
UN MODO COME UN ALTRO PER DIRE CHE LA FELICITÀ È ALTROVE

DA ANTON CECHOV

UNO SPETTACOLO DI IL MULINO DI AMLETOREGIA MARCO LORENZI

RISCRITTURA MARCO LORENZI E LORENZO DE IACOVO

PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE,

TPE - TEATRO PIEMONTE EUROPA, FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI - TORINO CREAZIONE CONTEMPORANEA

CON IL SOSTEGNO DI LA CORTE OSPITALE- PROGETTO RESIDENZIALE 2018

IN COLLABORAZIONE CON
VIARTISTI PER LA RESIDENZA AL PARCO CULTURALE LE SERRE

CON MICHELE SINISI
E CON STEFANO BRASCHI ROBERTA CALIA, YURI D’AGOSTINO, BARBARA MAZZI,
RAFFAELE MUSELLA,
REBECCA ROSSETTI,
ANGELO MARIA TRONCA

Lo spettacolo è una finestra aperta su un Cechov quasi sconosciuto, su un testo giovanile ritrovato casualmente. Durante i tumulti della rivoluzione russa del 1917, infatti, Maria Cechov, sorella di Anton, nascose molti manoscritti e appunti del fratello in una cassetta di sicurezza a Mosca. Nel 1921 alcuni studenti sovietici riuscirono ad aprirla e scoprirono un’opera teatrale. Cechov aveva ventun anni quando la scrisse.

Il testo che trovarono era incompleto, aveva moltissimi personaggi, moltissimi argomenti e tematiche, moltissima azione...Platonov, così in genere viene chiamato questo primo dramma di Cechov, è il fallimento dell’utopia del suo giovane autore che vuole raccontare la vita cogliendone appieno i più̀ profondi meccanismi. Il suo sforzo s’infrange contro la vita stessa e l’impossibilità di coglierla nella sua interezza in un dramma teatrale.

L’azione si svolge nella tenuta caduta in disgrazia di Anna Petrovna. In una calda estate trascorrono le vuote serate tra fiumi di vodka una serie di personaggi tra cui il maestro elementare Platonov, conteso tra la moglie Sasha, la stessa padrona di casa e la giovane Sofja. Della combriccola fanno anche parte Sergej Pavlovic Vojnjcev – figliastro di Anna e artista teatrale – il ricco Porfirij, il figlio Kirill, giovane medico scriteriato e, infine, Sasha, moglie tradita di Platonov. Una festa sopra la tragedia, per personaggi insolitamente comici malgrado l’insostenibile solitudine e l'inconsistenza della loro ricerca di amore. 
Questo testo è generalmente considerato come “non rappresentabile”, o “impossibile da mettere in scena”. Ciò̀ che resta è un gigantesco affresco composto da brandelli di scene, dialoghi, personaggi che cercano un senso a quello che senso non può̀ avere. Che cercano una forma a quello che forma non può̀ avere. Che cercano un fine per quello che fine non ha. Un grande e meraviglioso affresco incompiuto...a cominciare dal titolo: Bezotcovščina significa infatti Orfano di padre. Come un’opera Senza Titolo. Questo è Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove: un’opera non finita per esseri umani non finiti, incompleti, incerti, resi fragili dal loro “voler essere” che si scontra inevitabilmente con ciò̀ che sono nella realtà̀. Come noi.

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