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VANGELO SECONDO LORENZO

  • DI LEO MUSCATO E LAURA PERINI

    REGIA LEO MUSCATO

    CON (IN ORDINE ALFABETICO) ALESSANDRO BALDINOTTI, GIULIANA COLZI, ANDREA COSTAGLI, NICOLA DI CHIO, SILVIA FRASSON, DIMITRI FROSALI,  FABIO MASCAGNI, MASSIMO SALVIANTI, LUCIA SOCCI, BENIAMINO ZANNONI,

    E CON 5 BAMBINI NEL RUOLO DEGLI ALLIEVI DELLA SCUOLA DI BARBIANA

    ALEX CENDRON NEL RUOLO DI LORENZO MILANI

    E CON 5 BAMBINI NEL RUOLO DEGLI ALLIEVI DELLA SCUOLA DI BARBIANA

    SCENOGRAFIA FEDERICO BIANCALANI

    COSTUMI MARGHERITA BALDONI

    DISEGNO LUCI ALESSANDRO VERAZZI

    ASSISTENTE ALLA REGIA ALESSANDRA DE ANGELIS

    FOTO ILARIA COSTANZO

    CO-PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE, ARCA AZZURRA TEATRO, TEATRO METASTASIO DI PRATO, FONDAZIONE ISTITUTO DRAMMA POPOLARE DI SAN MINIATO

Vangelo secondo Lorenzo è uno spettacolo che nasce in occasione del cinquantenario dalla morte di Don Lorenzo Milani. 
Il viaggio nel mondo del Priore di Barbiana prova a divulgare presso il grande pubblico la preziosa rarità di un pensiero vibrante e radicale.

Vangelo secondo Lorenzo è uno spettacolo che nasce in occasione del cinquantenario dalla morte di Don Lorenzo Milani.
Il viaggio nel mondo del Priore di Barbiana prova a divulgare presso il grande pubblico la preziosa rarità di un pensiero vibrante e radicale.

Lo spettacolo è parte di un ampio progetto celebrativo promosso dalla Regione Toscana e debutterà a luglio, in occasione della Festa del Teatro 2017 promossa dall’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato.

LO SPETTACOLO

Il testo originale, inizialmente strutturato in quattro atti (Vita da laico, da Seminarista, da Cappellano e da Priore) viene qui proposto nella versione ridotta agli atti Vita da Cappellano e Vita da Priore. Si tratta delle due stagioni della sua breve vita segnate dai confini territoriali ove iniziò, proseguì e concluse il suo apostolato sacerdotale: Calenzano prima e Barbiana poi.

La vicenda ripercorre le fondamentali tappe di snodo dell’avventura umana, sociale e spirituale di don Lorenzo e di quanti gli furono accanto. A fronte della cinquantina di personaggi che popolano il testo, la struttura dello spettacolo prevede la partecipazione di un attore, in ruolo fisso, a interpretare Lorenzo Milani (Alex Cendron) e di dieci attori a interpretare tutti gli altri personaggi. Allo spettacolo prendono parte anche cinque bambini, che interpretano i giovani allievi di Barbiana.

 CONTESTO STORICO

Siamo nell’immediato dopoguerra e c’è un paese da ricostruire. Le politiche industriali Italiane sono ancora fortemente sperequative e giocano sulla linea d’ombra di connivenze d’interessi tra DC e industriali. Quei soprusi sono difficili da fronteggiare in assenza di un’azione organizzata e di un quadro normativo a tutela del lavoratore. Inoltre, nell’arena internazionale, la guerra fredda polarizza in chiave fortemente ideologica il conflitto capitale-lavoro. E se la Santa Sede e le gerarchie cattoliche scendono in campo con misure drastiche (come per esempio la scomunica papale dei comunisti), il basso clero e il mondo cattolico più sensibile ai temi della giustizia sociale, provano a destreggiarsi, agendo nel vivo d’una conflittualità sociale che spacca in due le comunità territoriali.

 ATTO I
- VITA DA CAPPELLANO(1947-1954)

Appena ordinato Sacerdote, a causa dei disordini procurati in Seminario, Lorenzo Milani crea imbarazzo alla Curia nella scelta della sede d’assegnazione al suo primo servizio pastorale. L’elemento è difficile da collocare, non gode di una buona nomea: troppo critico, troppo inflessibile, troppo radicale. Verrà destinato alla popolosa parrocchia di San Donato di Calenzano, in qualità di cappellano.

Calenzano è un distretto tessile alle porte di Firenze che ribolle di tensioni sociali, latenti o manifeste. Lorenzo Milani toccherà con mano i problemi di sfruttamento del lavoro minorile e della manodopera sotto-salariata e sfruttata; cercherà di fornire alla povera gente gli strumenti necessari per difendersi dai soprusi subiti in fabbrica.

In parrocchia don Lorenzo avvierà una Scuola Popolare per giovani operai e contadini, convinto che non si possa portar la parola di Cristo a chi non sa neanche leggere e scrivere. «Pretendere di evangelizzare degli ignoranti», dice, «è commettere reato di plagio della credulità popolare». La scuola è aperta a tutti: parrocchiani e comunisti, atei e credenti, nessuno escluso. L’idea è fornire loro, prima d’ogni altra cosa, l’istruzione civile e la coscienza dei propri diritti. 

Don Lorenzo, da sacerdote, attraverserà le calde competizioni elettorali del ’51 e del ’53, mal tollerando le ingerenze della Curia di Firenze che fa pervenire alle parrocchie le indicazioni di voto recepite dalla Santa Sede; si tratta di “consigli elettorali” che i sacerdoti devono dispensare ai fedeli dal pulpito; ma don Lorenzo è uno che ragiona con la sua testa, e rifiuterà decisamente il ruolo di pedina eterodiretta in una partita giocata da altri.

Verrà rimosso da Calenzano e l’evento segnerà profondamente la sua vita.

Inutili saranno i tentativi dei parrocchiani e del popolo di Calenzano di fronteggiare e ostacolare le disposizioni della Curia fiorentina. Il giovane sacerdote pagherà con l’esilio a Barbiana quel suo adoperarsi a vivere con coerenza i principi di un evangelismo radicale.

ATTO II
- VITA DA PRIORE (1954-1967)

L’arrivo a Barbiana, piccolo gruppetto di case sparse sul Monte Giovi, sarà vissuto da Lorenzo come un prepotente gesto ritorsivo, ma anche come una prova cui Dio lo sottopone nel disegno misterioso che ha in serbo per lui.

Alle pendici di quel monte semiabbandonato, Lorenzo prosegue l’opera di educazione del suo popolo che ha avviato a Calenzano. Qui non ci sono operai di fabbrica, ci sono i contadini. E i loro figlioli che lavorano nei campi e nelle porcilaie, sono una forza lavoro necessaria al sostentamento familiare.

Il giovane prete convince i genitori che di quei piccoli montanari semianalfabeti se ne può fare altro. Avvia la Scuola di Barbiana, uno dei più interessanti laboratori pedagogici del dopoguerra.

Barbiana produce anche politica, nel senso più nobile del termine. I ragazzi partecipano ai grandi dibattiti che animano e dividono il paese. La Lettera ai cappellani militari sull’obiezione di coscienza, elaborato che don Lorenzo condivide con loro, nasce così, e produce l’effetto d’un sasso lanciato in un lago d’acqua stagnante. Lo scritto colpisce al cuore le tante contraddizioni in seno alla Chiesa, puntando il dito contro i cappellani militari che hanno stigmatizzato di codardia i primi obiettori di coscienza.

Sul terreno della laicità e dei diritti civili, quel pamphlet fa schizzare in alto il livello del dibattito su pacifismo e libertà individuali. Lorenzo Milani finisce sotto processo con l’accusa di apologia di reato.

È in quest’occasione che il resto d’Italia si accorge di dell’esistenza di Barbiana. Intellettuali e accademici di chiara fama salgono sin lassù per andare a curiosare. Don Lorenzo accoglie tutti, ma chiede loro di pagare un “tributo culturale”, mettendosi realmente al servizio d’una comunità di contadini dimenticati sulla cima d’un monte.

A Barbiana, don Lorenzo pubblicherà, Esperienze pastorali, l’inchiesta sull’apostolato tra le classi povere già avviato a Calenzano. Nelle intenzioni, il libro è indirizzato al clero che deve interrogarsi profondamente, se vuole che la sua missione evangelica tra i poveri lasci anche un vigoroso segno sociale. Ma il libro diventa un caso editoriale: suscitano gli entusiasmi della stampa di sinistra, e la deplorazione di certa parte della gerarchia vaticana.

Con decreto della Santa Sede, Esperienze pastorali viene ritirato dal commercio. Poco dopo Lorenzo si ammala del linfogranuloma che lo porterà alla morte.

Gli ultimi anni di attività della scuola di Barbiana producono un’altra grande opera: Lettera a una Professoressa. Ora sono gli studenti stessi in prima persona, con la tecnica della scrittura collettiva, a lanciare un accorato grido d’allarme, di marca classista, contro quella scuola pubblica di stampo borghese, che pubblica non è affatto, se respinge gli ultimi, per privilegiare i figli mollicci e viziati della piccola e media borghesia.

In una corsa straziante contro il tempo e la morte, Lorenzo, ormai malatissimo, farà di tutto, perché il libro-testimonianza dei suoi ragazzi sia accolto e valorizzato come si deve.

Morirà a Firenze, a casa dell’amata madre, circondato dall’affetto dei suoi ragazzi.

Con ultimo atto d’amore, fornirà loro testimonianza del mistero della morte d’un uomo, offrendo il suo corpo e i suoi ultimi pensieri ai loro sguardi attoniti, come fosse, egli stesso, un libro aperto.

 

 

TOUR 2017/2018

17 Marzo 2018 TEATRO DEL POPOLO Castelfiorentino (FI)

18-19 Marzo  Cecina

20 Marzo 2018 TEATRO METROPOLITAN Piombino  (LI) 

23-25 Marzo 2018 TEATRO DEI RINNOVATI Siena

27 Marzo 2018 TEATRO DEL GIGLIO Lucca

28 Marzo 2018 TEATRO FONDERIA LEOPOLDA Follonica (GR)

4-8 Aprile 2018 TEATRO METASTASIO Prato

11-15 Aprile 2018 TEATRO MASSIMO Cagliari

18 Aprile 2018 TEATRO COMUNALE NICCOLINI San Casciano in Val di Pesa (FI)

20-22 Aprile 2018 TEATRO REGIO FONDAZIONE I TEATRI Reggio Emilia

2-6 Maggio 2018 TEATRO FRANCO PARENTI Milano